Pubblicato da: miclischi | 16 giugno 2009

Tre letture al femminile d’inizio estate.

mal_di_pietreSi ragionava tempo fa della Libreria Tempo di leggere e del suo scaffale dedicato all’editoria minore. Da quello scaffale e dai consigli della libraia emergono tre libri che sono qui brevemente recensiti.

Liquidiamo in poche parole Volevo solo essere Serena di Lauretta Chiarini, classe1959 . Romanzo eminentemente lettizzettiano, narra di vicende di ordinaria quotidianità e scorre via facile senza lasciare traccia. Una buona lettura da ombrellone, più o meno come un Almanacco di Topolino.

Giriamo completamente pagina. Promette qualcosa di interessante ancorché un po’ contorto e iper-metaforizzante la prima parte del romanzo figlia_della_rupeLa figlia della Rupe di Maria Lanciotti, classe 1942. Il fatto che sia pubblicato nella collana “Frontiere dello Spirito” suscitò qualche perplessità al momento dell’acquisto; in realtà all’inizio si dipana una specie di ultracondensato di poema epico che – se l’autrice ne avesse avuto voglia – avrebbe potuto svilupparsi per decine di canti, magari in metrica. Ma è godibile, con la sua scrittura di qualità, questa prima parte, ricca, anzi ricchissima di simbologie sul significato della vita e dei rapporti umani e familiari in ipotetiche epoche pre-cristiane. Poi, come per magia, nella seconda e terza parte, si sfalda. Come se l’autrice avesse perso il filo della storia e non riuscisse più a ritrovarlo. Sembra a tratti che sconfini nel Fantasy e finisce un po’ in oca. Peccato, prometteva meglio all’inizio.

Di Milena Agus si ignora la data di nascita; il suo romanzo Mal di pietre ha vinto un sacco di premi e riconoscimenti. E’ questo un vero e proprio Sardinia Blues, con buona pace di Flavio Soriga di cui si parlava qui qualche tempo fa. Storie di famiglia, storie di nonna narrate dalla nipote; storie meste ed eroiche, strampalate e vivaci, oniriche e vividissime, ma soprattutto storie di Sardegna. Come da vecchi diari trovati in soffitta o in un cassetto, riemergono le gesta eroiche e pur celate della nonna-mito. Narrate con la mestizia di chi non le ha vissute abbastanza da vicino, ma con la gioia di averle fatte tornare a vivere. Per di più, con un ben architettato finale a sorpresa.

Eccola, è quest’ultima la raccomandatissima lettura per l’estate.

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Responses

  1. caro mic sai che i tuoi consigli (letterari) li prendo sempre sul serio..sarà così anche stavolta!

  2. lettura acuta e interessante del mio romanzo la figlia della rupe. in effetti la storia si evolve prendendo direzioni impreviste, ma ritornando alla fine a convergere al punto di partenza, venendo a ricrearsi – sebbene con modalità diverse – le condizioni iniziali.
    stimolante l’idea di poter sviluppare in canti la prima parte.
    grazie.

  3. […] Milena Agus si era parlato (bene) qualche tempo fa su queste pagine, per la precisione qui. Alla fiera di Pisa viene presentato il freschissimo di stampa La contessa di ricotta, sempre per […]


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