Pubblicato da: miclischi | 8 giugno 2009

Caleidoscopio 2 – Geoff Dyer fotografa la fotografia

dyer_geoffGeoff Dyer è un caleidoscopio umano. Uno sguardo alla sua biografia e bibliografia basterà a convincere anche i più scettici che Dyer è uno di quelli che ha il dono di poter scrivere praticamente su qualsiasi argomento.

The ongoing moment, tradotto in italiano con il titolo L’infinito istante , è un libro sulla fotografia. Ma uno dei più singolari che si possano immaginare.

Tanto per cominciare, nonostante la documentazione fotografica inserita nel libro (un centinaio di immagini), moltissimme foto, forse la maggior parte, sono solo “raccontate”. Ma con un’efficacia davvero stupefacente.

Poi, fatto ancor più curioso, l’autore di questo libro non è un fotografo. Come spiega egli stesso nel capitolo introduttivo: … non nel senso che non sono un professionista o un fotografo serio; nel senso che proprio non posseggo neanche una macchina fotografica. Le uniche volte che faccio una foto è quando me lo chiedono i turisti, con la loro macchina (questi rare opere sono ora disperse intorno al mondo, in collezioni private, soprattutto in Giappone).

Infine, è un libro che parla (quasi) esclusivamente di fotografi americani; ma l’autore è Inglese!

dyer italianoEppure questo libro è un caleidoscopio di immagini, citazioni, racconti, collegamenti, oggetti, analisi, luoghi, epoche, tecniche, fotografi, scrittori… un vortice inebriante, un testo illuminante. Immaginate di collegare con un filo tutte le foto fatte da diversi fotografi allo stesso soggetto (una sedia, un cappello, un mendicante cieco, una staccionata…) o nello stesso luogo (Brooklyn, un paesino della sterminata campagna americana…); poi intrecciate il tutto con le vicende personali – professionali e umane – dei fotografi che le hanno scattate, delle modelle che vi hanno partecipato, dei critici che ne hanno scritto, degli scrittori che a loro volta sono stati fotografati… e via così, in un labirinto caleidoscopico.

Guardiamo nel tubo colorato: appare la storia dei viaggi fotografici di Weston e la Wilson: una  lieve rotazione e ritroviamo Weston nella galleria di Stieglitz; ma le loro vicende si intrecciano con quelle di Georgia O’Keeffe, e quindi un altro piccolo movimento e siamo con Strand, e quindi con la foto di strada, e quindi con Winogrand, e poi Adams e le Polaroid… Roba da far girare la testa. E da entusiasmarsi.

dani-occhi 2Due frasi forse ben rappresentano lo spirito di questo libro: la prima, che dà il titolo al saggio, sfiora il tema delle ricorrenze temporali (o coincidenze) in fotografia; la seconda più precisamente, si concentra sull’oggetto stesso della fotografia: il soggetto, ma sempre in prospettiva temporale.

Quanto può durare una coincidenza prima che cessi di essere tale? Una coincidenza deve proprio essere momentanea? Quanto dura quel momento, l’infinito istante?

Comincio a sospettare che ci sia una strana regola in fotografia, e cioè che non si vede mai l’ultima immagine di qualcosa o di qualcuno. Scompaiono o muoiono e poi, anni dopo, ricompaiono – si reincarnano –  nell’obiettivo di un altro.

DSC_5665

Questo libro di Dyer è talmente pieno zeppo di riferimenti, citazioni, fotografie  e storie di fotografi da esplorare, anche indicazioni precise di luoghi, paesi, negozi… che per esplorarli tutti non basterebbe una vita.

Un esperimento da fare con questo libro: prendete un autobus o una metropolitana o un treno di pendolari nell’ora di punta. Astraetevi per qualche istante dalla folla e dal brusio e leggete qualche pagina del libro. Poi alzate lo sguardo verso l’ambiente circostante. Apparirà come dilatato da una lente grandangolare, più luminoso e più carico di significati visivi e grafici. Provare per credere. Vi verrà voglia di fotografarlo, quell’ambiente e, più in generale, vi verrà voglia di fotografare.

Per la cronaca: il primo post caleidoscopico è qui.

Per la cronaca 2: delle vicende di Weston e la Wilson si parlava poco fa qui.

Per la cronaca 3: Geoff Dyer, L’ infinito istante. Saggio sulla fotografia. Einaudi, 2007, XIII-263 p., ill., brossura, traduzione di M. Virdis. –  24 Euro.

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Responses

  1. […] avuto un sapore diverso, se illuminato dalle descrizioni fotografiche e dalle intuizioi musicali di Geoff Dyer. Ma così non è… Pazienza. Si continuerà ad apprezzare DeLillo per alri suoi lavori. Questo […]

  2. […] passione e competenza di Geoff Dyer nei confronti della fotografia si era già parlato qui. La fotografia, per ammissione dell’autore stesso, è stata la fonte ispratrice primaria […]

  3. […] Per la cronaca 5: Nei due caleidoscopi precedenti si ragionava di La morte e la fanciulla e della Fotografia secondo Geoff Dyer. […]

  4. […] senso. Geoff Dyer ci aveva abituato a ben altro, con il suo libro di racconti sul Jazz e quello sulla fotografia. In questo romanzetto curiosamente edito e ipaginato c’è ben poco della perizia narrativa e […]

  5. […] Fotografia secondo Geoff Dyer […]


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