Pubblicato da: miclischi | 17 maggio 2009

Jimmy Rabbitte is back!

the deportees glassesQualche chilo in più, una moglie e tre figli, il quarto in arrivo. Non più tempo per concerti da seguire e band da promuovere; però, nelle sue vene scorre sempre – continuamente – la musica. Jimmy Rabbitte. il manager della straordinaria band irlandese  The Commitments  ritorna a farci sognare (nel vero senso del termine) in un racconto di Roddy Doyle che dà il titolo alla raccolta The Deportees

Questa raccolta di racconti ha una peculiarità: sono tutte storie pubblicate a puntate (i capitoletti di ogni racconto) sulla rivista Metro Eireann, un giornale fatto in Irlanda dagli immigrati per gli immigrati. E le storie ruotano tutte attorno al tema della multiculturalità, del razzismo, dell’integrazione, dei disagi grandi e piccoli di una nazione che, nel giro di pochi anni, ha dovuto confrontarsi con il nuovo tema sociale dell’immigrazione. Nell’introduzione l’autore cita una celebre frase da The CommitmentsThe Irish are the niggers of Europe. Vent’anni dopo – scrive l’autore – ci sono migliaia di africani che abitano in Irlanda e se avessi scritto oggi quel libro non avrei usato quella frase.

Tornando a Jimmy Rabbitte: il nuovo sogno stavolta si concretizza in una band strampalatissima di immigrati in Irlanda dai quattro angoli del mondo (The Deportees), che il Nostro riesce a catalizzare – come fece a suo tempo con I Commitments – grazie alla sua straordinaria capacità di trasmettere le emozioni musicali. 

the deporteesE’ un racconto emozionante, infatti. Capita di lasciarsi andare in improvvisi incontenibili scoppi di risate (che attirano l’attenzione degli altri passeggeri dell’autobus): ma capita anche di lasciarsi annegare nella commozione. A volte tutte e due le cose insieme. Un racconto che fa venir voglia, alla fine, di andare da Roddy Doyle e dirgli “Grandioso, grazie!”.

Anche tutte le altre storie sono da leggere, è il Doyle della Barrytown Trilogy, il migliore. E sono da leggere anche i capitoli dei nuovi racconti sulla versione online della rivista.

Per la cronaca: non pare che per il momento questi racconti di Roddy Doyle siano stati tradotti in italiano. In caso contrario, pregasi segnalare.

– I will now sing, said King Robert.

And it happened. After the births of his kids and maybe, just maybe, the third time he’d ever had sex, this was the best, the most fantastic fuckin’ moment in Jimmy’s life. A black man standing six inches from him opened his mouth and sang ‘Many Rivers to Cross’. Jimmy died and went straight up to heaven. 

And when he came back to Dublin three days later he had the rough makings of a band…

Qui sotto alcuni link agli innumerevoli riferimenti e citazioni musicali nel racconto.

Jimmy Cliff – Many rivers to cross – MusicaTesto

Woody Guthrie – Vigilante Man – Musica (W. Guthrie)Musica (Hindu Luve Gods)Testo

Woody Guthrie – Dust Bowl Refugee – MusicaTesto

Nirvana – Smells like teen spirit – Musica

Duke Ellington – I’m checkin’ out, Goombye (Ivy Anderson) – Musica

Eminem – Real Slim Shady – Musica

Smokey Robinson & The Miracles – The tracks of my tears – MusicaTesto

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Responses

  1. Eccolo, la versione italiana di questa raccolta di racconti si chiama Irlandese al 57%
    http://www.ibs.it/code/9788860888662/doyle-roddy/irlandese.html

  2. […] gestione di gruppi musicali, lo induce a creare dal nulla The Deportees (se ne ragionò a suo tempo qui). Nel 2013 Jimmy Rabbitte, longevissimo personaggio di Roddy Doyle, fresco e possente da un romanzo […]


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