Pubblicato da: miclischi | 15 maggio 2009

Aberdeen: Museo Marittimo

DSC_4396Aberdeen è inequivocabilmente un città di mare. Però dalle vie principali del centro il mare non si vede. Casomai, affacciandosi verso il porto, è abbastanza comune vedere un misto di case, campanili, magazzini, e pezzi di nave. Ma non di navi mercantili,da pesca o da guerra: sono per lo più navi tozze e sgraziate, quasi sempre con grandi spazi aperti per il carico a poppa, quasi dei giganteschi rimorchiatori, come il vecchio Piccolo Toot dei libri da bambini.

Al porto di AberdeenSono le navi che lavorano con/per/intorno alle piattaforme petrolifere del mare del nord, fra la Scozia e la Norvegia.

Il porto di Aberdeen ha una lunga tradizione marinara che una volta ruotava intorno alla pesca e alla cantieristica, mentre oggi oggi è quasi totalmente incentrata sulle operazioni di supporto alle attività estrattive.

Chi si trova a passare da Aberdeen può felicemente trascorrere qualche ora al Museo Marittimo, che si trova proprio a un passo dalla stazione e dalla via principale (Union Street), in posizione elevata rispetto al porto.

herrings3I musei marittimi di tutto il mondo hanno qualcosa in comune: una specie di sentimento umido e salato di rispetto per le cose e le persone del mare. In questo museo è riuscita anche la difficile operazione di cucire il passato con il presente. Così, convivono gradevolmente le straordinarie foto d’epoca dei cantieri e degli stabilimenti per la lavorazione del pesce, gli stencil per marcare i barili di aringhe, i modellini delle navi, le bottiglie ritrovate decenni dopo che erano state buttate in mare per studiare le correnti… con i ROV subacquei, i modellini dei diversi tipi di piattaforma petrolifera, i video impressionanti sul lavoro di perforazione ma anche sulle procedure di sicurezza peri trasferimenti in elicottero (i piloti si fanno tutto il viaggio con la muta stagna addosso!). Si esce dal museo con sentimenti contrastanti: da un lato l’emozione suscitata dalle innumerevoli testimonianze della marineria di un tempo; dall’altra una sorta di inquietudine sottopelle, suscitata dal pensiero di questi mostri d’acciaio in mezzo al mare, e dalla vita grama che vi si svolge.

Una visita da non mancare.

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