Pubblicato da: miclischi | 24 febbraio 2009

Si può leggere Soriga dimenticando Atzeni?

 

sardinia-bluesScena: all’uscita dal cinema. Un tizio chiede a un altro: ti è piaciuto? E l’altro: te lo dico domani, ora non saprei cosa dire. Ecco come si può uscire dalla lettura del romanzo di Flavio Soriga. Perché all’inizio prende da matti la scrittura paragraficaagile e incalzante. Filiazione diretta, direi, del capolavoro paragrafico del maestro Sergio Atzeni (Bellas Mariposas), pubblicato che era già morto. Poi ci sono dei cali, nel libro di Soriga (in quello di Atzeni neanche uno) che corrispondono, guarda caso, all’allungamento dei paragrafi, che si fanno pagine, e piuccheppagine, e perdono di vigore. Ma si legge volentieri, questo romanzo isolano. Miscelati con bravura un po’ di stereotipi di giovani vitelloni con ambientazioni di mare fuori stagione, qualche spunto di giallo, menate familiari e qualche puntatina a Londra, il romanzo ruota anche intorno alla Talassemia e ai suo piccoli grandi drammi. Ma no, non è un brutto romanzo, anzi è un bel romanzo, ma fanno rabbia quei cali, e non ci si scrolla di dosso il ritorno frequente e prepotente di memorie atzeniane. Un sussulto quando viene usata per la prima volta l’espressione “innamorato” come sostantivo, nel senso di “fidanzato” o “moroso”. Quella parola era il perno intorno al quale ruotava Bellas Mariposas, dove il paragrafo più lungo (l’unico) è di nove righe, e sono righe piccoline, dei librini blu Sellerio… Forse si devono leggere i romanzi dei giovani scrittori sardi senza pensare più allo straordinario Maestro. Maestro forse anche di Soriga, il quale dedica il suo romanzo, fra gli altri, anche ai sardi che sanno essere leggeri (attributo massimamente atzeniano). Ecco un frammento di paragrafo sorighiano (tanti sembrano fatti per trascriverseli sul taccuino, schegge di vita comune – solo alcuni sono illuminati come questo): le danzatrici leggono romanzi e saggi e vanno a teatro e ascoltano musica e sono sempre lì concentrate che pensano a nuove visioni e al modo di metterle in scena e a come comunicare col corpo sentimenti e situazioni mai comunicate e tutto questo è terribile devastante, se una di loro ti lascia

Flavio Soriga: Sardinia Blues, Bompiani, 2008 – 16 Euro

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Responses

  1. […] E’ questo un vero e proprio Sardinia Blues, con buona pace di Flavio Soriga di cui si parlava qui qualche tempo fa. Storie di famiglia, storie di nonna narrate dalla nipote; storie meste ed […]


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