Pubblicato da: miclischi | 22 febbraio 2009

Il dolce suono

pasolini-callasChissà per quali dei personaggi su cui ha scritto sarà ricordata Camilla Cederna. Giovanni Leone, Presidente della Repubblica, si dimise dopo la pubblicazione del libroCarriera di un Presidente(Feltrinelli, 1978). Sui fatti del dicembre 1969 aveva in precedenza scritto Pinelli, una finestra sulla strage(Feltrinelli, 1971). Prima di dedicarsi alla scrittura su temi politici, la Cederna aveva scritto altri titoli, di costume e d’arte, e – nel 1968, il volumetto Maria Callas, riproposto oggi – a quarant’anni di distanza – dalla editrice Calypso. Forse Camilla Cederna sarà ricordata perché ha realizzato il sogno di ogni giornalista: una scrittura che cattura il lettore dall’inizio alla fine, quale che sia il tema trattato. Il libro sulla Callas oggi riproposto si legge tutto d’un fiato, una specie di mistura ben riuscita fra un romanzo d’avventure e una fiaba fantastica. Traspare, dal racconto della Cederna, una specie di complice familiarità, e questo ritratto ne risulta ancora più godibile: la vita della Callas vista da tante angolature diverse. Finisce però – un po’ bruscamente – con l’ultima recita del 1964 e con la sua partenza dall’Italia. E poi?

Chi avesse voglia di continuare ancora un po’ nella magia della favola può aiutarsi risfogliando le pagine ingiallite di Dominique Fernandez (Nella mano dell’angelo, Bompiani, 1983, traduzione di Fabrizio Ascari). Il capitolo 46, e parte del 47, sono dedicati all’incontro, vissuto attraverso il genio narrativo di Fernandez, fra la Callas e Pier Paolo Pasolini, che la volle nella sua Medea. Pagine straordinarie anche queste, in cui l’io narrante così si rivolge al suo interlocutore: E adesso preparati, Gennariello, all’entrata in scena di un personaggio straordinario, unico e insostituibile. Le pagine sulla Callas sono fra le più emozionanti di questa autobiografia per interposta persona di P.P.P., e la lettura placa un po’ il senso di incompiuto che rimane dopo aver letto quello della Cederna.

Diceva Pasolini, per bocca di Fernandez, che la Callas era insostituibile; eppure, quando il duo Besson-Serra ha dovuto scegliere a chi far interpretare la cantante aliena Plavalaguna nella scena della pazzia dalla Lucia di Lammermoor di Donizzetti, è stata preferita Inva Mula, cantante albanese. Nella straordinaria scena del film Il Quinto Elemento, ambientata nel superhotel stellare Floston Paradise, la voce della cantante aliena incanta per qualche istante anche il tamarro guerrafondaio Maggiore Corben Dallas (Bruce Willis – dicesi altrettanto tamarro e guerrafondaio). Dunque, la Callas è stata sostituita. Del resto gli autori del film cercavano la voce per una cantante aliena. La Callas, nonostante tutto, era anche umana.

Per la cronaca 1: sul sito della casa editrice Calypso, scarno di aspetto ma notevole di contenuti, si può ascoltare la recensione del libro della Cederna trasmessa da Radio Tre.

Per la cronaca 2: Plava Laguna, in croato, significa Laguna Blu; c’è un complesso turistico con questo nome: sembra quasi Floston Paradise!

Per la cronaca 3: incredibile ma vero, il libro di Fernandez Nella mano dell’angelo non è più disponibile in alcuna edizione in Italia.

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