Pubblicato da: miclischi | 15 febbraio 2009

Senza dubbio, si amavano

 

rivera_khaloMettiamo insieme quattro ingredienti che dovrebbero produrre un cocktail prelibato: Frida Khalo eDiego Rivera, straordinaria coppia-icona rivoluzionaria dell’arte messicana; una piccola coraggiosa casa editrice fondata da due figlie d’arte (Ginevra Bompiani e Roberta Einaudi) e che si chiama nottetempo; e infine la celebrata poetessaPatrizia Cavalli (nota soprattutto per i suoi catalaniani versi “Le mie poesie non cambieranno il mondo”). Il cocktail si chiama Doppio ritratto e si fa così: 6 pagine di introduzione (di Maria Cristina Secci, scritta a città del Messico l’11 febbraio 2008); 26 pagine di Frida Khalo (Ritratto di Diego, del 1955), 21 pagine di Diego Rivera (Frida Khalo e l’arte messicana, del 1943) e infine 22 pagine di Patrizia Cavalli (Dietro non c’è niente, del 2003). Salta all’occhio la sproporzione: perché aggiungere una dose di Cavalli – che esordisce scrivendo “Di Frida Khalo sapevo poco o niente e neanche volevo saperne di più” – così generosa? E’ questo l’ingrediente che stona nel cocktail. Sembra che il suo testo – oltre che contorto, e fra l’altro dedicato solo a Frida –  sia fuori posto. Notevole tuttavia, mi dicono i praticanti, la sua (della Cavalli) definizione dell’Aikido: “quella lotta giapponese dove chi è aggredito, invece di opporsi attivamente all’aggressore, facendosi cedevole trasforma con mosse minime e sapienti un’energia scomposta in forza armoniosa a proprio vantaggio”. Che dire dei due ritratti? Frida parla di Diego soprattutto in termini umani, elencando con tenerezza tutti i tratti del marito che la innamorano. Diego parte da lontano, con un accurato trattatello sull’arte messicana precolombiana, e sulla sua resistenza all’invasore e infine sulla sua conseguente contaminazione, per andare ad atterrare, nell’ultima manciata di pagine del suo scritto, sull’arte di Frida e del suo posto nella storia della pittura messicana (”come un diamante incastonato in un grande gioiello”). Frida parla di Diego, del suo ventre enorme, e della posizione in cui dorme. Di Frida, Diego racconta solo l’arte. Ma si leggono con trepidazione, questi ritratti, con tenerezza e con passione. Poi, è meglio fermarsi a pagina 65.

Frida Khalo, Diego Rivera: Doppio ritratto, a cura di Maria Cristina Secci, con un testo di Patrizia Cavalli. Edizioni nottetempo, 2008, € 7,00.

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