Pubblicato da: miclischi | 26 gennaio 2012

Malvaldi # 4:Come ci si sta bene al bar Lume!

Uscito in gennaio 2012

Malidetto il Malvaldi e malidetti i su’ libri con gli omìni del Bar Lume!

Se un onest’uomo, alla fine di una lunga e faticosa giornata di lavoro, dopo aver cenato e dopo essersi rincitrullito il giusto alla tv, anela al meritato riposo e a un lungo sonno ristoratore, non dovrebbe prendere in mano, così, tanto per sfogliarlo un po’, l’ultimo libro di Marco Malvaldi, La  carta più alta.

Perché se poi la mattina dopo, invece di sentirsi fresco e riposato, deve subito confrontarsi con delle pesche all’occhi che lo guardano dallo specchio sconsolate, per poi avviarsi sul cammino di uffici comunali ad altissimo tasso di burocrazia e assurdità, e poi all’ospedale per l’analisi, e poi in ufficio (via via tocca anche lavorà) e poi a sudare un po’ all’ora di pranzo in ameni esercizi ginnici,  poi di nuovo in ufficio, e in fine in piscina; ecco, all’inizio di quella mattina dopo l’onest’uomo non può fare a meno di pensare malidetto il Malvaldi e malidetti i su’ libri…

Finalmente si torna ai fasti del Bar Lume e ai suoi splendidi omìni. Finalmente torna la pupporona Tiziana. Finalmente tornano i casi criminali nei quali si trova immancabilmente coinvolto il barrista Massimo. Ma, soprattutto, torna finalmente la prosa freschissima e scoppiettante del Malvaldi, una scrittura dalla quale non ci si stacca volentieri; e così va a finire che si continua a leggere invece di dormire.

Dopo il gustoso intermezzo giallo-storico-culinario di Odore di chiuso e il tentativo para-guidaturistico di Scacco alla torre, si torna alla vena infallibile del giallista del litorale pisano. Che non delude, anzi.

L’autore sciorina a beneficio dei suoi lettori nuovi scenari, nuove ambientazioni, piacevoli ritorni (la pupporona!) e anche una new entry di peso: il primario di ortopedia. Ci sono poi, come di consueto, le gustose divagazioni, come quella sulla compilazione del curriculum, quella sugli esercizi di fisioterapia, oltre agli amati inserti sulle proprietà chimiche degli elementi.

E, naturalmente, il Malvaldi ci presenta anche un nuovo gioco: dopo La briscola in cinque , Il gioco delle tre carte e il biliardo (Il re de giochi) ecco adesso il gioco forse più semplice ma crudele al tempo stesso: La carta più alta.  Un gioco che è anche parabola filosofica dell’effimero e del precario.

Bentornato, Massimo; bentornati, strepitosi anziani del Bar Lume; bentornate, ambientazioni litoranee pisane… ma, soprattutto, bentornato Malvaldi.

Marco Malvaldi: La carta più alta. Sellerio Editore Palermo, 2012. 208 pagine, 13 Euro. QUI la pagine web dell’editore Sellerio dedicata alla trilogia che raccoglie i primi tre romanzi del Bal Lume. Infondo a lla pagina ci sono i link a tutti i romanzi malvaldiani

 

Manifesto di Leonetto Cappiello

Per la cronaca 1: Dalla narrazione artusiana del precedente romanzo Sellerio, rimane una piccola briciola culinaria. Piccola ma potentissima, anzi, irresistibile: la Tilde con la sua meglio ricetta per li zucchini.

Per la cronaca 2: L’ospedale cittadino più volte citato nel romanzo si chiama Santa Bona. Ora, siccome l’ospedale di Pisa nella realtà si chiama Santa Chiara, con tutto il rispetto per la patrona delle Hostess, ci sarebbe da scommettere che il Malvaldi abbia avuto, in chissà quale passato, una compagna di scuola di nome Chiara, alla quale ha voluto signorilmente rendere omaggio nei suoi scritti.

Per la cronaca 3: L’Arlecchino in copertina è opera di Leonetto Cappiello, artista livornese attivo nel campo della grafica pubblicitaria soprattutto in Francia all’inizio del Novecento. Le pagine a lui dedicate dai familiari (in francese) presentano un panorama impressionante di manifesti pubblicitari, alcuni dei quali sono stati ripescati dal passato per campagne odierne.


Risposte

  1. salve ho una curiosità biografica su marco malvaldi.si tratta del figlio o comunque è imparentato con il brillante prof.gino malvaldi dell’università di Pisa?

  2. Lo ignoro. Speriamo che qualche altro commentatore chiarisca.


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