Pubblicato da: miclischi | 16 ottobre 2009

La Livorno di Mazzi e Guantini

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Due dei libri di Giacomo Guantini

Aldo – una vita davvero è l’ultimo (per ora) libro del vinaio-scrittore Giacomo Guantini da Livorno. E’ uscito alla fine del 2007 e siccome sono già passati due anni si spera che ne sia pubblicato presto un altro.

Chi è Aldo? Tante persone diverse: prima di tutto un amico dell’autore, poi un pittore, ma soprattutto un personaggio (una figura, come si dice a Livorno), non solo del libro ma anche dei suoi tempi, e della sua Livorno.

Non è il Giacomo Guantini delle storie sdrenate dei giovani scapestrati di Elevatevi tutti, questo della storia di Aldo. Più maturo, sì, ma anche un po’ meno fresco. Forse perché si sente vincolato dalla “storia vera”, per di più di un personaggio vivente, e non si slancia nelle sue fantasiosissime, scioltissime e vividissime prose di un tempo. Ci sono, e come, dei lampi di genio, e forse non è un caso che la freschezza di un tempo la si ritrovi soprattutto nell’ultimo capitolo, quando ormai la storia è stata già tutta raccontata e si può tirare un sospiro di sollievo. Ma nel costruire la storia del libro, o meglio le storie incrociate fra presente e passato, l’autore sembra un po’ in difficoltà. Che sia pudore? Che il fatto di scavare nella vita di un amico (oltre che personaggio pubblico) abbia tarpato la travolgente spontaneità cui ci aveva abituato il Guantini?

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Un lavoro di Aldo Mazzi

Chissà. Ne risulta – comunque, sia chiaro – un libro dalla piacevole lettura, con spunti molto vivaci e soprattutto ritratti-lampo (in poche righe) di persone, luoghi, situazioni.  E poi ci sono i numerosi, numerosissimi, rigurgiti di passato che ricompare a sprazzi, come questo: Passa lo spazzino in bicicletta, col bussolo davanti. Immagini vividissime (non si sta forse parlando di un pittore?) di un mondo scomparso.

Anni fa Roberto Alajmo scrisse un libriccino dal titolo Repertorio dei pazzi della città di Palermo. Pochi paragrafi ciascuno. Storie di personaggi che si incontrano o che s’incontravano nella sua città. Realtà e fantasia, umanità, ironia, malinconia. Ecco un’idea su come potrebbe splendidamente esprimersi la penna brillante del Guantini: che riprenda i numerosi spunti dal libro di Aldo, arricchisca, rielabori, aggiunga, sviluppi il tutto nel calderone della sua fantasia e produca prima o poi anche lui un Repertorio delle figure di Livorno.

Per la cronaca 1: L’Aldo in questione è il pittore Aldo Mazzi detto Cucciolo. Qui c’è una breve nota biografica.

Per la cronaca 2: La vineria del Guantini si chiama La confraternita del Chianti. Questo era il titolo con cui uscì la prima edizione italiana del libro di John Fante The Brotherhood of the Grape del 1977 (poi ripubblicato con il titolo La confraternita dell’uva).

Per la cronaca 3: Giacomo Guantini: Aldo, una vita davvero. Edizioni il foglio, 2007. 140 pagine, 12 Euro.

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Un altro quadro di Aldo Mazzi


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